Eugenio Carbone è nato a Mendicino in provincia di Cosenza nel 1933, ha avuto una vita costellata di dolori, difficoltà, sfide e successi.
Cresciuto in una famiglia numerosa e modesta, ha perso la madre all’età di dieci anni, un evento che ne ha segnato profondamente l’infanzia portandolo a sviluppare rapidamente un forte senso di responsabilità. Sin da giovane, Carbone si è avvicinato al mondo della moda, un’arte che ha appreso prima presso la sartoria da uomo del sarto Antonio Pasqua e poi continuando l’apprendistato nella sartoria da donna di Ernesto Reda, nel suo paese natale.
Nel 1958 ha aperto a Cosenza la sua prima sartoria in proprio, con i fratelli e la fidanzata, accogliendo come clienti le signore della borghesia cosentina.
Nel 1963 Carbone si è trasferito a Roma per cercare cure mediche per il suo primogenito gravemente malato, ma questo trasferimento ha segnato anche l’inizio della sua ascesa nel mondo della moda. Nella capitale ha incontrato Germana Marucelli, una figura di spicco nell’Alta Moda italiana, che lo ha introdotto nei circoli esclusivi della moda milanese prima e romana successivamente. Grazie a questo incontro fortunato, Carbone ha affinato ulteriormente il suo stile, diventando noto per la sua capacità di innovare nel campo della moda. Riconoscendo e apprezzando il suo talento, Germana Marucelli gli affidò la realizzazione di abiti per alcune delle più grandi personalità dello spettacolo italiano, tra cui Rosanna Schiaffino, Katina Ranieri e Mina, per la quale Carbone ha realizzato numerosi capi di abbigliamento, il più importante dei quali è stato indossato dalla cantante nel programma Rai Studio Uno del 1967, durante uno sketch con Totò.
Dal 1970 ha iniziato a lavorare per le Sorelle Fontana: assunto nello stabilimento di Cecchina, dove si produceva l’Alta Moda pronta, come tagliatore, è stato successivamente trasferito da Micol Fontana nel suo ufficio, per disegnare le collezioni e seguirne la lavorazione.
Dal 1975, avendo a Roma anche la sua sartoria privata frequentata da numerosissime clienti, decide di continuare a lavorare per le Sorelle Fontana come collaboratore esterno, realizzando anche per diversi anni collezioni per la ditta ROSS-MARINO del figlio di Zoe Fontana, Franco Montanarini, suo caro amico, con il quale ha condiviso a lungo anche la passione per la pittura.
A partire dal 1983 ha realizzato una serie di collezioni personali in collaborazione con la figlia Susy, la più importante delle quali presentata a Palazzo Barberini, a Roma, nel 1987.
Negli stessi anni ha intrapreso il suo percorso di docente di stilismo e modellismo per le più prestigiose scuole di moda di Roma come lo IED, l’Accademia di Costume e Moda, la Scuola Diaz, l’Istituto Giorgi – Woolf.
Si è dedicato anche a corsi di formazione per il Comune di Roma Capitale, alcuni tenuti presso la Scuola San Giacomo, per la Fondazione Micol Fontana e per l’Università di Firenze.
Ha ideato un metodo didattico rivoluzionario basato sulla “progettazione libera su manichino”, che è stato brevettato e proposto come strumento didattico nelle scuole di Moda. Questo metodo non solo ottimizza i tempi di produzione, ma riduce anche gli sprechi, dimostrando la lungimiranza e l’impegno di Carbone nel formare le nuove generazioni, trasmettendo con generosità la propria esperienza.
Eugenio Carbone è stato anche un appassionato pittore. Le sue opere riflettono una sensibilità artistica raffinata, che unisce il rigore tecnico alla sperimentazione stilistica. La sua pittura è stata oggetto di decine di mostre in varie città d’Italia e all’estero, tra cui una significativa retrospettiva al Museo di Arti e Mestieri di Cosenza nel 2023, che ha celebrato la sua duplice anima di sarto e artista.
La carriera di Carbone è stata caratterizzata da un approccio riservato e raffinato, lontano dai riflettori, ma sempre guidato da un forte spirito creativo e innovativo.
Eugenio Carbone è scomparso nel 2021, lasciando un’eredità artistica e culturale che continua a vivere attraverso le sue opere, circa diecimila, catalogate e custodite nel prestigioso Archivio storico di cui la figlia è responsabile.
La sua arte è un testamento della bellezza e della complessità del genio creativo di questo artista, la cui vita e il lavoro sono stati recentemente celebrati nel libro Eugenio Carbone, un genio tra ago e pennello di Daniela Rossi edito da Cleup, che ne racconta la storia attraverso le sue stesse parole, raccolte nelle lunghe conversazioni avute con l’artista durante il lockdown, restituendoci una biografia ricca di aneddoti e riflessioni sulla carriera e sulla visione artistica di Carbone, evidenziando la preziosità delle creazioni lasciate, del suo lavoro e del viaggio da un piccolo borgo calabrese verso i salotti dell’alta moda romana.